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Penso che lo spazio vuoto non sia solo una sorta di moneta, da consumare per ospitare gli oggetti, ma che abbia un suo proprio valore.

Lo spazio vuoto è aperto ad ogni possibilità, mentre uno spazio pieno di cose può rendermi più facilmente confuso o distratto. Mantengo i miei spazi in un equilibrio dinamico tra ordine e disordine, pronti per essere riconfigurati secondo la necessità del momento. Quando possibile mantengo una parete totalmente vuota. Amo i muri bianchi.

Ritenendo il vuoto più importante delle cose che può contenere, evito di possedere molti oggetti. Evito di possedere oggetti (digitali) che lavorano attivamente contro di me per favorire terzi, anche se posseggo ancora un cellulare. Preferisco ciò che è costruito per durare, e preferisco avere la soddisfazione di diventare abile nell'uso di uno strumento piuttosto che possedere qualcosa di facile utilizzo.

Evito di avere cose che non uso spesso, tutti gli oggetti utili ma che non vengono usati frequentemente andrebbero collettivizzati in modo da non pesare sullo spazio vuoto dei singoli.

Reputo un maestro qualunque oggetto io mi sia costruito da solo. Un ceramista potrebbe dire che al tornio sia tu a fare il vaso quanto il vaso a fare te. Purtroppo (o per fortuna?) non mi faccio vasi ma software, con tutto ciò che ne consegue.

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